Da diversi anni, Alfa Romeo sta riscoprendo il suo ricco passato sportivo e intende farlo sapere.
Come preludio a un ritorno in F1 che ha visto sei stagioni consecutive nella categoria regina dal 2018 al 2023, a partire dal 2007 Alfa Romeo ha commercializzato modelli esclusivi dal carattere deciso, riprendendo nomi evocativi della sua storia. La magnifica 8C ha preceduto la 4C, seguita poi dalla Giulia Quadrifoglio, affiancata da una versione estrema, la GTAm.
Più recentemente, la casa italiana ha sorpreso tutti entrando in un segmento in cui forse non era attesa.
Come l'araba fenice che risorge dalle proprie ceneri, l'Alfa Romeo 33 Stradale torna nel 2023 sotto forma di supercar.
Per affermare l'esclusività che costituisce l'essenza stessa di una vera supercar, oltre che in omaggio al suo illustre antenato, il costruttore ha fatto una scelta coraggiosa decidendo di produrre solo 33 unità della nuova Stradale. Ogni esemplare, costruito a mano e su misura secondo le specifiche dell'acquirente, sarà un modello quasi unico.
Per soddisfare ogni gusto e prospettiva di utilizzo, la 33 Stradale di nuova generazione offre la scelta tra un V6 biturbo da 3.0 litri capace di 620 CV e una motorizzazione elettrica. Entrambe le opzioni poggiano sullo stesso telaio in alluminio.
Scommettiamo che le prestazioni del nobile antenato verranno polverizzate, pur offrendo quella sorprendente facilità di guida tipica delle supercar moderne.

Logicamente, le linee della nuova 33 Stradale si ispirano inequivocabilmente al design originale di Franco Scaglione, realizzato dal carrozziere Marazzi per la 33 del 1967.
Ritroviamo le curve voluttuose dei parafanghi posteriori, i cristalli laterali curvi, le enormi prese d'aria, i grandi fari (presenti solo sulla 33 Stradale n. 1) e le porte con apertura a elitra che seguono la stessa cinematica.

L'abitacolo gioca una partita simile, ma ancora più raffinata. L'essenzialità tipica di un'auto da competizione dell'epoca è riprodotta attraverso la semplificazione delle forme e dei rivestimenti, oltre alla dissimulazione dei comandi. Superfici piane ed essenziali. Interruttori discreti sul padiglione o sulla console centrale. Volante dallo stile classico privo di comandi. Un unico schermo multifunzione all'interno del quadro strumenti. L'atmosfera racing è ricreata, con il comfort in più!
Ma i giovani non hanno più rispetto per gli anziani! E la nuova 33 Stradale non si fa scrupoli a ridicolizzare il suo antenato in termini di prestazioni, concedendosi persino il lusso di scherzare con i numeri.
Giudicate voi:
L'Alfa Romeo 33 Stradale 2023 raggiunge una velocità massima di 333 km/h.
Lo scatto da 0 a 100 km/h viene coperto in esattamente 3 secondi.
Per quanto riguarda la frenata da 100 km/h all'arresto completo, lo spazio dichiarato è di... 33 metri.

Alfa Romeo non lascia nulla al caso e rende omaggio al suo ricco passato con questa nuova supercar. Per comprendere meglio il contesto, non c'è niente di meglio di un tuffo alle origini, dove tutto ha avuto inizio.
Fondata nel 1910, Alfa Romeo è un punto di riferimento imprescindibile nel mondo del motorsport. Dalle sue origini fino a oggi, l'azienda è stata protagonista nelle competizioni in qualità di costruttore o fornitore di motori, collezionando innumerevoli successi in ogni categoria.
Alfa Romeo è stata il primo costruttore a vincere, nel 1950, il neonato campionato mondiale di Formula 1. Forte di questo primato, il marchio ha replicato l'impresa l'anno successivo.

Tuttavia, negli anni '50, la necessità di tornare alla redditività ha imposto ad Alfa Romeo di concentrarsi sullo studio e sulla produzione di un modello di serie che potesse catalizzare tutte le energie dell'azienda. È nata così la piccola e sportiva Giulietta, seguita dalla Giulia, da cui sono state derivate numerose versioni destinate alle competizioni.
Bisogna attendere la metà degli anni '60 affinché un progetto guidato da Carlo Chiti e dall'Autodelta (che fungeva da reparto corse di Alfa Romeo) porti alla nascita, nel 1967, della prima Alfa Romeo progettata interamente per le corse dopo 20 anni: la Tipo 33.
Si tratta dunque di un prototipo, una vera auto da corsa che non condivide alcun elemento con le Alfa Romeo di serie.
Il motore, un V8 da 2 litri con 4 alberi a camme in testa capace di erogare 270 CV a 9.600 giri/min, è montato in posizione centrale su un telaio tubolare ed è abbinato a un cambio manuale a 6 rapporti.
Il peso complessivo è di appena 600 kg!
Le complesse e necessarie messe a punto di un'auto da competizione portano poco dopo alla nascita della T33/2, più affidabile ed efficiente. La vittoria nella classe 2 litri alla 24 Ore di Daytona del 1968 farà guadagnare a questa versione l'omonimo soprannome.

Nel frattempo, in modo tanto insolito quanto sorprendente, si decide di derivare una versione civile e omologata per l'uso stradale da questa vera auto da corsa. Una versione destinata al pubblico, certo, ma un pubblico necessariamente ristretto.

Disegnata da Franco Scaglione, la 33 Stradale è considerata una delle realizzazioni più belle della sua epoca. Le sue curve sinuose, abbinate alle portiere a elitra e al motore esposto sotto una teca, sono spettacolari. È anche incredibilmente bassa, con un'altezza inferiore a 1 metro! La 33 Stradale riprende il V8 della 33 da corsa, in una configurazione leggermente addolcita e semplificata che eroga 230 CV a 8.800 giri/min, ampiamente sufficienti per ottenere le migliori accelerazioni della produzione automobilistica del 1968, aiutata in questo dal suo peso piuma (circa 700 kg!).
In compenso, il suo prezzo di vendita è uno dei più alti sul mercato. Sommato agli aspetti poco pratici dell'uso stradale di un'auto da corsa che ha conservato gran parte delle sue caratteristiche, le vendite rimarranno confinate a pochi esemplari.

A volte viene citata la cifra di 18 Alfa 33 Stradale prodotte, tenendo conto della sequenza nota dei numeri di telaio. Tuttavia, sembrerebbe che i telai in questione non siano stati tutti costruiti. Inoltre, 5 di essi hanno ricevuto carrozzerie speciali come la Carabo di Bertone, e il prototipo aveva una numerazione diversa. Si può quindi ipotizzare una decina di 33 Stradale assemblate, senza però averne la certezza. In ogni caso, si tratta di una delle auto stradali più rare al mondo.
Dal 1969, e a prescindere dalla TZ3 basata su una Chrysler Viper, Alfa Romeo non si era più avventurata nel campo delle auto totalmente fuori dagli schemi. Con questa nuova 33 Stradale, l'obiettivo è stato raggiunto, e in modo magistrale.

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