Il segno lasciato da Porsche nella storia dell'automobile è di un livello che pochi costruttori possono vantare. Simbolo di sportività, robustezza, innovazione, passione e sogno, Porsche ha attraversato i decenni, dando vita ad alcune delle automobili più desiderabili mai concepite.
Oggi, dopo periodi difficili (in particolare nel 2009, quando l'azienda non riuscì a rimborsare un prestito) e audaci riorientamenti strategici, Porsche gode di ottima salute, grazie soprattutto ai modelli Cayenne e Macan.
Nel 2022, il marchio ha consegnato oltre 310 000 veicoli, ovvero un aumento di quasi il 4 % rispetto all'anno precedente.
Il 2023 è l'occasione per celebrare il 75° anniversario dell'azienda e della presentazione della prima Porsche: la 356.
Un'occasione perfetta per rievocare il passato, ricordare i valori fondamentali di Porsche… e proiettarsi nel futuro dell'automobile.

La storia di Porsche si articola in due tempi. Inizia con il XX secolo, quando Ferdinand Porsche, giovane ingegnere presso Lohner, completa il primo modello di sua concezione, un'automobile elettrica a trazione anteriore presentata all'Esposizione Universale di Parigi nel 1900.

Più tardi, in qualità di direttore tecnico presso Mercedes, è l'artefice dei favolosi modelli a compressore. Nel 1931 si mette in proprio con il figlio Ferry e progetta le temibili Auto-Union da Gran Premio a motore centrale, ma soprattutto la Type 60 KdF-Wagen che non è altro che la celebre Volkswagen Maggiolino.


Un modello destinato alle competizioni ne verrà estrapolato nel 1938-39, la Type 60k10 chiamata anche Type 64 (di cui resta un solo esemplare sui tre realizzati), che si tende a considerare come la prima Porsche, tanto la forma della sua carrozzeria preannuncia la futura 356 del 1948.

Quest'anno, il 1948, vede infatti la commercializzazione della prima auto di serie a portare il marchio Porsche: la 356. E questa prima automobile è naturalmente una vettura sportiva, sebbene sviluppata a partire da componenti meccanici VW. La società Porsche, in quanto casa automobilistica, è stata fondata l'anno precedente da Ferry Porsche e si stabilisce allora a Gmünd in Austria.

In quei tempi difficili del dopoguerra, la Porsche 356, sebbene notata al suo debutto, ebbe un inizio modesto. L'auto si rivolgeva principalmente a un numero ristretto di appassionati di motori e il marchio ne vendette solo 52 esemplari nei primi due anni di commercializzazione.
Tuttavia, i numerosi e rapidi successi nelle competizioni (tra cui la vittoria di classe alla 24 Ore di Le Mans del 1951) conferirono alla 356 una certa fama internazionale e ne favorirono la commercializzazione oltreoceano, dove avrebbe conosciuto una carriera commerciale brillante. Gli americani erano infatti molto attratti dalle piccole auto sportive europee e apprezzarono particolarmente la 356, soprattutto per la qualità della sua fabbricazione, la sua maneggevolezza e le elevate prestazioni ottenute grazie a una buona aerodinamica e a un peso contenuto.

Rapidamente, la Porsche 356 si afferma come un punto di riferimento nel settore delle auto sportive. L’evoluzione costante e il miglioramento sistematico di ogni possibile dettaglio garantiranno un livello di messa a punto e di qualità raramente raggiunto.
Parallelamente, vengono proposte versioni sempre più potenti e sportive, che offrono soluzioni tecniche collaudate nelle competizioni.
È il caso del complesso ma potente motore a "4 alberi a camme in testa" che verrà proposto sulle 356 Carrera. Carrera non significa altro che "corsa" in spagnolo e rende omaggio alla partecipazione delle 356 alla Carrera Panamericana, la celebre gara su strade aperte attraverso il Messico che riuniva i costruttori più prestigiosi dell'epoca.

Il motore della 356 è disposto a sbalzo sul posteriore, conferendole motricità e maneggevolezza. Durante la lunga carriera del modello, la potenza dei motori, partita da 40 CV, raggiungerà i 130 CV sulla Carrera2. La carrozzeria è stata modificata e migliorata numerose volte, ma senza mai alterare la linea generale; indipendentemente dall'anno di produzione, si riconosce immediatamente una 356Nel 1965, anno in cui la produzione fu interrotta, Porsche aveva assemblato quasi 76.000 esemplari di 356.
Oggi, la Porsche 356 gode di una reputazione consolidata tra gli appassionati di motori e i collezionisti, tanto da essere regolarmente classificata nella top 10 delle migliori auto sportive degli anni '60.
Nel 2023, Porsche spegne 75 candeline. La celebrazione di questo anniversario è l'occasione per organizzare diversi eventi, tra cui un'importante mostra temporanea presso il DRIVE Volkswagen Group Forum di Berlino e la presentazione della concept car Porsche Vision 357.
Celebrare un anniversario è l'occasione per creare un legame tra passato e presente, ed è proprio questo il ruolo affidato alla concept Porsche Vision 357.

Svelata lo scorso 25 gennaio in occasione della mostra « Driven by Dreams, 75 anni di auto sportive Porsche », il concept Vision 357 rende un sentito omaggio alla primissima Porsche, l’unico prototipo 356/001, di cui riprende i codici stilistici iconici aggiungendo una visione stilizzata del futuro. L’occasione perfetta per Porsche per offrire un’interpretazione moderna della 356.
Infatti, se ritroviamo la silhouette liscia, le forme arrotondate e i parafanghi bombati della primissima Porsche nata a Gmünd nel 1948, i cerchi da 20 pollici, le telecamere al posto degli specchietti retrovisori, l’utilizzo di plastiche NFRP che includono fibre naturali o ancora le carenature delle ruote in carbonio, tra gli altri, sono rappresentativi della nostra epoca o di un futuro prossimo.
Sviluppata sulla base della Porsche 718 Cayman GT4 RS, la Vision 357 ne riprende il motore 6 cilindri boxer aspirato da 500 cavalli, abbinato a una coppia di 449 Nm. Disposto in posizione centrale, come sul primo prototipo roadster 356/001, questo motore capace di raggiungere regimi fino a 9000 giri/minuto è anche progettato per funzionare con carburanti sintetici.
Oltre ad affermare la continuità del design tipico delle Porsche, la presentazione di questo nuovo concept-car rende omaggio a un altro aspetto del DNA dell’azienda: il carattere sportivo da sempre insito nei suoi modelli, grazie a meccaniche dal temperamento esuberante.

È interessante notare, a questo proposito, che la Vision 357 non offre alcuna ibridazione elettrica e rimane una macchina esclusivamente termica, lasciando forse intendere che, ancora per qualche tempo, l’elettrificazione rimarrà in casa Porsche appannaggio dei modelli per famiglie, mentre agli appassionati di auto sportive verranno proposti modelli con motore termico, finché sarà possibile.
A volte il caso gioca a favore. E a ragione: il 2023 non segna solo i 75 anni del marchio, ma coincide anche con il sessantesimo anniversario della 911, altro modello iconico dell'azienda… oltre che con il centenario della 24 Ore di Le Mans.
Una fantastica occasione per ricordare al mondo intero che Porsche rimane, ancora oggi, il marchio che ha conquistato il maggior numero di trofei in questa competizione automobilistica.
Tutto lascia quindi pensare che Porsche non smetterà mai di stupirci, facendo presagire ottime prospettive per gli amanti delle auto sportive.
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