Il destino esiste? Una domanda vasta, quasi filosofica, alla quale gli ingegneri e gli appassionati Maserati risponderebbero senza esitazione in modo affermativo. Fondato nel 1914 a Bologna dalla famiglia Maserati, il marchio passa in pochi anni da semplice officina meccanica che lavorava su Isotta-Fraschini a vero e proprio reparto corse. Nel 1926 nasce la Tipo 26, prima creazione della casa e prima a sfoggiare il Tridente ispirato alla fontana del Nettuno di Bologna.

Gli anni successivi vedono Maserati imporsi nelle competizioni. Il marchio produce allora solo auto da corsa, inanellando successi fino alla Seconda Guerra Mondiale. Dopo il conflitto, la famiglia Orsi acquista l'azienda e la trasferisce a Modena. Maserati si orienta quindi verso auto sportive dedicate alla strada, aprendo un nuovo capitolo. Nel 1957 avviene una svolta decisiva con la chiusura del reparto corse, che segna la fine ufficiale dell'impegno della casa madre. L'ultima vittoria di classe arriverà comunque nel 1960, quando la scuderia privata Camoradi vince i 1.000 km del Nürburgring.

I decenni successivi danno vita alla 3500 GT, alla Ghibli, alla Mistral e alla Indy. Tutti modelli che forgiano la reputazione di un marchio elegante, raffinato e indissociabile dal gran turismo italiano. Ma sullo sfondo, gli equilibri economici vacillano. Dopo dieci anni di produzione, la famiglia Orsi rivende Maserati a Citroën, dando inizio a un periodo complesso.

Nel 1975, la crisi energetica stravolge tutto. Citroën, indebolita, decide di mettere Maserati in liquidazione. Le officine di Modena sembrano condannate, fino all'intervento di Alejandro de Tomaso. Con il sostegno dello Stato italiano tramite la GEPI, acquista il marchio nell'agosto 1975 e lo salva da una scomparsa quasi inevitabile. Ristrutturando l'azienda e lanciando modelli più accessibili, mantiene il Tridente a galla e gli restituisce una vera traiettoria.

I suoi sforzi permettono a Maserati di sopravvivere, in particolare grazie alla famiglia delle Biturbo. Nel 1993, il marchio viene acquistato da Fiat, per poi passare sotto il controllo di Ferrari nel 1997. Un momento chiave. Maserati, ex rivale di Modena, entra ora a far parte del gruppo Ferrari Maserati. Grazie a Luca di Montezemolo, il marchio sfugge a una chiusura programmata e ritrova un futuro tangibile. La scelta è audace, quasi spiazzante, ma dettata da una convinzione: Maserati non deve semplicemente tornare. Deve tornare in grande stile. Ferrari non vuole solo produrre "buone auto" attraverso il Tridente. Vuole puntare più in alto. Molto più in alto.

Alla fine degli anni '90, Maserati ha ritrovato slancio, ma al marchio manca ancora qualcosa di essenziale: un ritorno legittimo ai massimi livelli delle competizioni. Sotto l'egida del gruppo Ferrari Maserati, la direzione prende quindi una decisione ambiziosa. Maserati deve tornare su un circuito internazionale, non per fare da comparsa, ma per tornare a essere una forza credibile di fronte ai giganti del GT. Il campionato FIA GT diventa l'obiettivo, con un vincolo imprescindibile: per iscrivere un'auto in gara, bisogna produrre una versione stradale omologata. Nasce il progetto MC12. Non un capriccio da ingegnere, né un semplice esercizio di stile. Si tratta di costruire una macchina da corsa di primo piano e di legittimarla con una versione civilizzata. Questo progetto segna la fine di un'assenza di quasi quarant'anni nel GT.

Per guadagnare tempo e garantire una base affidabile, il gruppo decide di puntare su una base già collaudata, e non una qualunque: la Ferrari Enzo. Monoscocca in carbonio, V12 aspirato da sei litri, cambio robotizzato Cambiocorsa, architettura delle sospensioni. Ma l'idea non è mai stata quella di creare una Enzo ricarrozzata. Maserati ripensa totalmente le dimensioni, l'aerodinamica, la rigidità strutturale, gli organi meccanici e tutti gli elementi destinati all'uso in competizione.
-min.jpg)
La MC12 diventa un veicolo a sé stante. Un prototipo travestito da supercar, lungo, largo, scolpito dal vento piuttosto che dalla strada. Internamente, il progetto porta inizialmente il nome di MCC, Maserati Corse Competizione, per la versione da corsa, e MCS per la variante stradale. Il nome definitivo, MC12, si impone poi naturalmente. La direzione tecnica è affidata a Giorgio Ascanelli, ingegnere esperto con un passato in Formula 1. A lui spetta il compito di trasformare una piattaforma Ferrari in una GT capace di dominare la sua epoca. Il design è inizialmente abbozzato da Giorgetto Giugiaro, poi rifinito da Frank Stephenson, allora responsabile del design concettuale Ferrari Maserati.

Nella galleria del vento, le linee prendono vita. Muso allungato, carreggiate allargate, alettone posteriore massiccio, superfici tese per massimizzare il carico aerodinamico. La MC12 privilegia l'efficienza pura. Maserati non cerca di competere con lo stile radicale e muscoloso della Enzo. Inventa qualcos'altro. Una silhouette che rompe con le supercar tradizionali e che rivendica pienamente la sua vocazione. Per testare il potenziale e rendere affidabile la meccanica, Maserati si affida a piloti esperti. Andrea Bertolini diventa l'uomo chiave dello sviluppo. Alcune sessioni avrebbero visto girare anche Michael Schumacher a Fiorano, ulteriore prova dell'importanza che Ferrari attribuisce al progetto.

Per ottenere l'omologazione sportiva, Maserati deve produrre una serie stradale. Cinquanta esemplari vedono la luce tra il 2004 e il 2005, consegnati a una manciata di clienti selezionati. Sono pochi, ma sufficienti per soddisfare i requisiti FIA GT. La presentazione ufficiale della MC12 nel 2004 segna l'inizio di una nuova era. Maserati non si accontenta di un ritorno simbolico. Torna con una delle auto più radicali della sua epoca. I suoi numerosi successi nelle competizioni non faranno che confermare l'eccellente lavoro degli ingegneri. Ancora oggi, la MC12 rimane uno dei modelli più leggendari del mondo automobilistico. E se il destino esistesse davvero, avrebbe trovato in questa supercar la sua perfetta illustrazione: nata dalle scelte audaci di uomini appassionati, da un caso quasi calcolato e da una visione fuori dal comune, ha saputo superare le crisi e gli anni per imporsi come una leggenda senza tempo.
Non avete trovato quello che cercavate? Avete domande? Contattateci, un nostro esperto vi risponderà il prima possibile.